-(1).png)
Lo dico chiaro? La farmacia che affida le risposte a telefonate o messaggi a un’intelligenza artificiale, non sta "ottimizzando", sta buttando via clienti.
Sarò controcorrente, forse per alcune cose amante del “vintage”, ma non scambiatemi per qualcuno legato al passato. Credo che l’intelligenza artificiale e le innovazioni annesse, possono fare tanto per farci lavorare meglio ma non devono mai sostituire l’essere umano dove conta ancora il lato “umano”.
Giustamente chi vende determinati software/applicazioni vi racconta una storia bellissima, finalmente meno tempo al telefono, più efficienza e meno stress. Tutto vero ma c'è un dettaglio da non trascurare: quella noiosa telefonata che il bot intercetta è spesso il primo contatto con un cliente nuovo o l'occasione per consolidare il rapporto con uno storico.
È relazione e nella vostra professione, la relazione conta più della “velocità”.
Ribadisco, sono il primo a dire che le automazioni vanno usate. Ben vengano nuove funzioni dei gestionali che velocizzano inventario e ordini, l’introduzione del magazzino robotizzato, l’installazione del sistema elimina code super tecnologico. Tutto ciò che vi fa recuperare tempo su attività ripetitive è oro se libera energie per fare la cosa che conta davvero: parlare con le persone.
Nel momento in cui un'automazione si infila tra farmacista e paziente quell'automazione smette di generare efficienza, e inizia a creare distanza. E sai cosa penso? Che in un momento storico in cui il vostro cliente reputa “faticoso” anche andare alla farmacia a 200 metri da casa, creare ulteriore “distanza”, senza offesa, è una mossa stupida.
Va bene risparmiare tempo. Non va bene risparmiare relazioni.
Voi cosa ne pensate?
Luca Caliò - Farmeglio

