Visto che per il nostro settore mi sembra che questo argomento non lo abbia ancora trattato nessuno, può essere utile spendere due parole.
Cos'è la “shirinkflation” ?
Il termine unisce "to shrink" (ridurre) e "inflation": indica la pratica di diminuire la quantità o il peso di un prodotto mantenendo invariato (o addirittura aumentando) il prezzo di vendita, con un conseguente rincaro occulto del costo per unità di misura.

Nuove regole
Dal 15 luglio 2026 sono operative in Italia le nuove regole contro la restringimento, contenute nel decreto MIMIT " Misure di contrasto alle prassi commerciali di riporzionamento dei prodotti preconfezionati ", notificato alla Commissione UE il 15 aprile e diventato efficace senza rilievi europei. Il testo sostituisce l'obbligo di etichetta diretta in confezione (previsto dall'art. 15-bis del Codice del Consumo nel 2024, poi contestato da Bruxelles) con un sistema di comunicazione lungo la filiera: quando un produttore riduce la quantità di un prodotto senza un calo proporzionale del prezzo, deve informare distributori e rivenditori con una comunicazione standardizzata su variazione di quantità e aumento percentuale del prezzo unitario. Sono questi ultimi, fisici e online, a dover esporre l'informazione al consumatore (a scaffale o sulla scheda prodotto) per 3 mesi dall'immissione in commercio. Sono escluse le “riformulazioni” che migliorano la resa senza ridurre il valore d'uso. La norma riguarda i "beni di largo consumo" preconfezionati: alimentari, detersivi, prodotti per l'igiene e la cura personale.
E le farmacie?
Attualmente sembra che nessuna fonte di categoria (Federfarma, Ordine dei Farmacisti, Assofarm, ecc.) abbia pubblicato comunicazioni specifiche sull'applicazione in farmacia. Il decreto non prevede esclusioni per canale distributivo, quindi in linea di principio si applica quando la farmacia vende prodotti preconfezionati soggetti a riporzionamento: integratori, cosmesi, prodotti per l'infanzia, prootti da banco . In pratica, l'obbligo si attiva solo se il fornitore trasmette la comunicazione a monte, in questo caso il farmacista dovrebbe poi esporre l'informazione per il periodo previsto. I farmaci restano regolati dalla normativa propria , fuori dal perimetro di questo decreto.
Luca Caliò
Fonti: MIMIT, Codacons, rassegna stampa.
