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364 euro per un servizio che “assomigliava” ad uno già pagato dalla farmacia.
Questa è fresca di giornata...
Stamattina una tua collega, mia cliente, mi gira una fattura arrivata dal nulla: aggiornamento di una fantomatica banca dati 2.0. La Banca dati di solito le farmacie la pagano annualmente tramite il loro fornitore di software gestionale o direttamente all’azienda che distribuisce la banca dati.
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Questa fattura non nasceva da un contratto o un ordine. Descrizione volutamente vaga, importo sotto i 400 euro. Quindi abbastanza credibile da sembrare una delle tante, abbastanza piccolo per eludere qualche controllo in più.
Ed è esattamente qui il punto.
In farmacia arrivano decine di fatture al mese. Il problema non è solo quella fasulla che passa è che a forza di non guardarle, non si guardano più nemmeno le altre. Canoni di servizi dismessi due anni fa, abbonamenti doppi, rinnovi automatici che nessuno ha più valutato.
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💡 Tre abitudini che costano pochissimo tempo e ti aiutano a far meglio:
1️⃣ CHIEDI. Quando hai dubbi, non si effettuano pagamenti senza un contratto o un preventivo a cui ricondurlo. Se non si trova il contratto, non si paga: si chiede.
2️⃣ LA LISTA. Una volta l'anno aggiorna la lista di tutti i costi ricorrenti su un foglio. Uno per riga. Poi chiediti: sono servizi esistenti? Li usiamo ancora?
3️⃣ AL TELEFONO NO. Una regola condivisa con tutto il team: al telefono non si conferma mai niente. Alcune di queste fatture nascono da una chiamata al banco in un momento affollato.
Quella da 364 euro si contesta e finisce lì.
Quelle che paghiamo da anni senza guardarle, invece, restano. ⚠️
